nome analisi:
Anticorpi anti-Chlamidiae Pneumoniae IgG (S)
metodo:
EIA
codice nazionale:
90891
digiuno:
Almeno 6h
prelievo:
Sangue: 5 mL Siero: 100 μl
contenitore:
Provetta: TR tappo rosso
stabilità:
a 2-8°C: 7 gg
a -20°C: 3 mesi
unità di misura:
valori di riferimento:
Assenti
valore soglia 25 U/L
La sola presenza di IgG indica infezione pregressa.
La presenza di IgG e IgM indica infezione acuta.
tempi per refertazione:
48h
note:

Nell' infezione primaria da Chlamydia pneumoniae la risposta anticorpale è di tipo ritardato. Pertanto, gli anticorpi IgM si rilevano dopo 2 - 4 settimane mentre le IgG entro 6 - 8 settimane  dopo l'inizio della malattia.

descrizione:

Le Chlamydie sono batteri Gram-negativi di piccole dimensioni a parassitismo endocellulare obbligato,si replicano per scissione e sono sensibili agli antibiotici. Pur presentando caratteristiche antigeniche comuni, sono compresi nel genere Chlamydia una varietà di microrganismi caratterizzati da proprietà biologiche, sierologiche e patogene distinte.

Chlamydia pneumoniae è un patogeno aereo che si diffonde in seguito all’inalazione di aerosol. Le infezioni da C. pneumoniae sono spesso asintomatiche o accompagnate da scarsa sintomatologia (ad es. faringite, raucedine marcata, bronchite o tosse). L’infezione può occasionalmente causare una malattia cronica con sindromi immunopatologiche quali eritema nodoso, artralgia, sindrome di Guillain-Barré (GBS) o mialgia. Inoltre, le infezioni croniche da C. pneumoniae sono state associate all’eziologia di asma, aterosclerosi e patologie cardiovascolari.
Gli studi epidemiologici hanno assegnato a C. pneumoniae un ruolo di rilievo nell’eziologia della polmonite: approssimativamente il 5-15% dei pazienti affetti da polmonite acquisita in comunità è risultato positivo per C. pneumoniae. Anche il 5% dei pazienti con infezioni delle vie aeree superiori (bronchite, sinusite, otite, faringite, tracheobronchite) è risultato positivo per C. pneumoniae. Attualmente non è noto se un’infezione da C. pneumoniae sia sufficiente per indurre la polmonite e mantenere la patologia in atto. In alternativa, potrebbe indurre un danno iniziale e favorire altri patogeni, ad esempio Streptococcus pneumoniae e, in effetti, quest’ultimo è comunemente rilevabile nei pazienti con polmonite da C. pneumoniae.