nome analisi:
Anti-HAV IgG (S)
metodo:
EIA
codice nazionale:
91171
digiuno:
Almeno 6h
prelievo:
Sangue: 5 mL Siero: 100 μl
contenitore:
Provetta: TR tappo rosso
stabilità:
a 2-8°C: 7 gg
a -20°C: 3 mesi
unità di misura:
Index
valori di riferimento:
Adulti: presenti nel 70% circa.
La presenza di IgG indica infezione pregressa e immunità acquisita.
Bambini: assenti
tempi per refertazione:
48h
note:

La presenza di IgG indica infezione pregressa e immunità acquisita.

descrizione:

Il Virus dell'Epatite A (HAV) è un enterovirus del diametro di 27 nm e contiene RNA.  La trasmissione avviene bevendo acqua o mangiando cibo contaminato con materia fecale contenente il virus. I  molluschi contaminati (mitili, cozze, vongole, ecc.) sono la sorgente piu'  frequente di infezione.
Il periodo di incubazione del virus A è di 25-30 giorni. Compaiono poi i segni clinici della malattia che ricordano l'influenza: astenia, malessere, vomito, dolore nell'area epatica e urine scure, accompagnati da un aumento delle transaminasi e della bilirubina. Nelle feci il virus è presente 7-10 giorni prima dell'inizio della sintomatologia clinica. Nella fase in cui le transaminasi tendono alla remissione, le feci  non sono piu' infettanti.
Il virus è presente nel sangue solo per pochi giorni.
Il virus A causa la formazione di due tipi di anticorpi: anticorpi IgM (anti-HAV IgM), che compaiono precocemente e poi scompaiono completamente nel giro di poche settimane, e anticorpi  IgG (anti-HAV IgG), che compaiono tardivamente ma che poi persistono per tutta la vita e conferiscono l'immunità alla malattia.

La presenza in un soggetto di anti-HAV IgM indica un'infezione in atto, mentre la presenza del solo anti-HAV IgG indica una infezione pregressa  Poiché gran parte dei soggetti che possiedono l'anticorpo IgG non ricorda di aver sofferto di epatite, appare evidente che nella maggioranza dei casi la malattia decorre in forma subclinica.

La maggior parte delle persone guarisce entro  sei mesi. Non vi è nessun specifico trattamento per l'epatite A.  Non esiste lo stato di portatore cronico di virus A né nel sangue, né nelle feci.