nome analisi:
Anti-Cytomegalovirus IgG (S)
metodo:
EIA
codice nazionale:
91141
digiuno:
Almeno 6h
prelievo:
Sangue: 5 mL Siero: 200 μl
contenitore:
Provetta: TR tappo rosso
stabilità:
a 2-8°C: 7 gg
a -20°C: 3 mesi
unità di misura:
U/L
valori di riferimento:
Non immune = assenti
La presenza di IgG indica infezione pregressa ma non immunità persistente.
Valore soglia 14 U/L
tempi per refertazione:
24h
note:
descrizione:

Il Citomegalovirus (Cmv) è un virus appartenente alla famiglia degli Herpesvirus. Una volta contratta l’infezione, il virus rimane latente all’interno dell’organismo per tutta la vita, ma può riattivarsi in caso di indebolimento del sistema immunitario.

Le infezioni da Cmv sono nella maggior parte degli individui asintomatiche, perché un buon sistema immunitario è in grado di tenerle sotto controllo, ma negli individui immunodepressi possono causare gravi complicanze, in particolare a occhi, fegato, sistema gastrointestinale e sistema nervoso.

L’aspetto più importante legato al Cmv, dal punto di vista medico, è rappresentato dalle infezioni congenite. Un’infezione contratta durante la gravidanza e trasmessa al feto può infatti arrecare al bambino danni permanenti anche gravi. Le infezioni congenite di Cmv avvengono per trasmissione verticale da madre a feto.  

L’uomo è l’unico serbatoio di infezione del Cmv, la cui trasmissione avviene da persona a persona tramite isangue, saliva, urina, liquido seminale, secrezioni vaginali e latte. 

 

Il virus può essere eliminato dall’organismo infetto anche per mesi o anni dopo la prima infezione, specialmente nei bambini piccoli. I bambini possono addirittura diffonderlo per 5-6 anni dopo la nascita.

 

La maggior parte degli individui sani, adulti o bambini, che contraggono la malattia non manifestano sintomi , mentre alcuni soggetti sviluppano una forma leggera della malattia con febbre, mal di gola, affaticamento e ingrossamento dei linfonodi.

La rilevazione di anticorpi IgG contro il Cmv su un campione di sangue indica un contatto con il virus, ma non è in grado di determinare il periodo del contagio (cioè se l’infezione è in atto o risale al passato). Nel caso in cui prima della gravidanza questo test risulti negativo, è importante che la donna presti particolare attenzione alle misure utili a evitare il contagio.

Il test  gli anticorpi IgM, utilizzato per diagnosticare  infezioni recenti, evidenzia spesso dei falsi positivi  a basso titolo in gravidanza. Un test utilizzato per risalire al periodo dell’infezione è il test di avidità delle IgG.