nome analisi:
Glucosio Post Prandiale (P)
metodo:
Enzimatico
codice nazionale:
90271
digiuno:
Almeno 2h dopo la fine del pasto
prelievo:
Sangue: 5 mL Siero: 200 µl
contenitore:
Provetta: TGF TB
stabilità:
a 2-8°C: 10 gg
unità di misura:
mg/dL
valori di riferimento:
60 – 130
tempi per refertazione:
In giornata
note:
descrizione:

La glicemia postprandiale misura i livelli di glucosio nel sangue 2 ore dopo l'ingestione di un pasto ricco di carboidrati (zuccheri). Può essere valutata dopo un pasto normale oppure dopo somministrazione orale di una quantità standard di glucosio (test da carico orale di glucosio o OGTT). L'ingestione di carboidrati si accompagna a un aumento della glicemia, che raggiunge il massimo livello (picco glicemico) circa 60-120 minuti dopo il pasto. Ciò è legato all'entrata in circolo del glucosio derivante dalla digestione degli alimenti e assorbito a livello intestinale. In condizioni normali, a tale incremento corrisponde un rapido aumento della secrezione di insulina da parte del pancreas, in modo che la glicemia postprandiale, nelle persone sane, assai raramente sale al di sopra di 140 mg/dL e ritorna ai valori precedenti circa 3 ore dopo il pasto.
In presenza di diabete, la risposta insulinica non è così pronta, per carenza o per difetto di funzionamento di tale ormone, e la glicemia postprandiale sale oltre i livelli considerati normali, determinando picchi di glucosio (iperglicemia post-prandiale) che, ripetuti nel tempo, risultano  dannosi per  i vasi sanguigni, occhi, reni e nervi. È stato infatti accertato che lo sviluppo delle complicanze del diabete (infarto cardiaco, ictus, insufficienza renale, perdita della vista, ecc.) è da porsi in relazione all'iperglicemia postprandiale tanto quanto, se non in misura superiore, all'iperglicemia basale (a digiuno)