nome analisi:
Fosfatasi Alcalina (S)
metodo:
Cinetico DEA buffer
codice nazionale:
90235
digiuno:
Almeno 6h
prelievo:
Sangue: 5 mL Siero: 200 µl
contenitore:
Provetta: TR tappo rosso
stabilità:
a 2-8°C: 24 h
a -20°C: 1 mese
unità di misura:
U/L 37°
valori di riferimento:
Adulti 60 - 300
Bambini 225 - 710
tempi per refertazione:
In giornata
note:
descrizione:

Sono note quattro forme isoenzimatiche: epatica, ossea (BAP), intestinale e pancreatica caratterizzate ciascuna da diversa mobilità elettroforetica e distribuzione tissutale. Reni, leucociti e placenta rappresentano altre fonti ricche di fosfatasi alcalina
Aumenti fisiologici si rilevano durante l'accrescimento e la gravidanza  . Gli aumenti  patologici della fosfatasi alcalina  sono molto più significativi delle diminuzioni. Le principali patologie indicate da un aumento della Fofatasi Alcalina sono la colostasi e le patologie ossee.  Valori superiori alla norma possono essere indice di artrite deformante, carcinoma biliare, epatite, morbo di Paget osseo, metastasi epatiche e ossee, alterazioni delle vie biliari, mieloma, mononucleosi, osteomielite, rachitismo, sarcoidosi, fratture ossee, insufficienza renale, sarcoma osteogenico, diete iperproteiche. Livelli aumentati si riscontrano anche nei fumatori.
Valori inferiori possono essere causati da anemia, età avanzata, ipotiroidismo, malnutrizione. Valori di fosfatasi alcalina bassa si possono trovare in donne che sono in menopausa e alle quali sono stati dati estrogeni per l'osteoporosi oppure in persone affette da celiachie e enterite.
Altri casi di fosfatasi alcalina bassa si ritrovano in bambini con malattie congenite come l' acondroplasia.