nome analisi:
C-Peptide (P)
metodo:
EIA
codice nazionale:
90111
digiuno:
Almeno 6h
prelievo:
Sangue: 5 mL Siero: 500 μl
contenitore:
Provetta: TR Tappo rosso
stabilità:
a 2-8°C: 6 h
a -20°C: 1 mese
unità di misura:
µg/L
valori di riferimento:
0.80 – 4.00
tempi per refertazione:
24h
note:

Il prelievo va eseguito in Laboratorio. Se ciò è impossibile, la provetta va posta in ghiaccio e il plasma separato al piu' presto e congelato

descrizione:

Il C-peptide è un prodotto del clivaggio della proinsulina, il precursore dell'insulina. Il dosaggio del peptide C è utile per la valutazione della funzionalità delle cellule beta del pancreas. Esso, infatti, è immagazzinato e poi secreto in quantità equimolari a quelle dell'insulina. L'utilità del dosaggio  del peptide C rispetto a quello dell'insulina è dovuta a diversi fattori: il peptide C ha una più lenta clearance metabolica rispetto all'insulina ; il peptide C non è metabolizzato  a livello epatico, contrariamente a quanto avviene per l'insulina:i valori dell'insulinemia possono essere imprecisi perché con gli odierni metodi viene misurata la cosiddetta "insulina immunoreattiva", che comprende anche una certa quota di proinsulina (5-15%); la presenza di autoanticorpi anti-insulina e di insulina di origine esogena può falsare i risultati delle metodiche di rilevazione dell'ormone. I valori del peptide C consentono di valutare la funzionalità biosintetica e secretoria delle cellule pancreatiche, che appare compromessa già all'esordio della malattia nel D.M. tipo 2 ed in fase avanzata nel D.M. tipo 2. La determinazione della concentrazione plasmatica del peptide C viene effettuata anche durante le prove da carico orale o endovena di glucosio e durante il test al glucagone. La determinazione del peptide C è preferibile a quella dell'insulina soprattutto nei pazienti con epatopatie croniche o con cirrosi epatica, perché esso viene metabolizzato a livello renale. L'insulina invece è metabolizzata a livello epatico, per cui la valutazione della quantità di ormone circolante può essere falsata nei pazienti epatopatici.