nome analisi:
Anticorpi anti-Virus C (S)
metodo:
Chemioluminescenza
codice nazionale:
91195
digiuno:
Almeno 6h
prelievo:
Sangue: 5 mL Siero: 300 μl
contenitore:
Provetta: TR tappo rosso
stabilità:
a 2-8°C: 4 gg
a -20°C: 3 mesi
unità di misura:
valori di riferimento:
Assenti
tempi per refertazione:
24h
note:
descrizione:

L'epatite C è una malattia  del fegato, provocata dal virus HCV. Fu individuata solo nel 1989 dato che prima era identificata come epatite non A non B.

HCV è un Hepacivirus appartenente alla famiglia delle Flaviviridae ,
 è un virus ad RNA a singola elica, piccolo e capsulato, con un genoma che codifica per una singola proteina di 3010 amminoacidi. Questa proteina viene successivamente elaborata in proteine funzionali. La parte 5' terminale del genoma codifica per un core nucleocapsidico altamente conservato, seguito dalle proteine di envelope E1 ed E2. Verso la regione 3' del genoma  sono codificate 6 proteine non strutturali meno conservate, tra cui NS5B che è una RNA polimerasi RNA-virale dipendente. A casua della scarsa fedeltà di trascrizione della RNA polimerasi di HCV, il virus è instabile, il che da luogo a differenti genotipi e sottotipi.
La proteina E2 dell'envelope è il target di molti anticorpi anti-HCV.
Gli alti titoli di IgG anti-HCV che si riscontrano dopo un'infezione attiva non conferiscono immunità efficace.
Il periodo di incubazione di HCV varia dalle 2 alle 26 settimane, e l'RNA virale  è dosabile  nel sangue. Nei pazienti sintomatici con infezione acuta da HCV, gli anticorpi anti-HCV sono riscontrati  nel 60% dei casi, mentre negli altri gli anticorpi anti-HCV compaiono  piu' tardi (dopo 3-6 settimane)
Nell'infezione cronica, l'RNA circolante persiste nella maggior parte dei pazienti, pertanto nei pazienti con sintomi di epatite cronica il dosaggio di RNA dell'HCV deve essere effettuato per valutare la carica  virale e confermare la diagnosi.
Le principali vie di trasmissione sono le inoculazioni di sangue e le trasfusioni, che rappresentano la cosiddetta via parenterale. Da temere sono anche le trasmissioni mediante l'utilizzo promiscuo di rasoi, spazzolini ed altri oggetti di uso quotidiano che possono essere infettati e permettere l'ingresso del virus tramite le microlesioni di cute e mucose (via parenterale inapparente).
Il rischio di trasmissione sessuale c'è "solo" nel 15% dei casi, perchè bisogna che ci sia lo scambio di sangue durante i rapporti sessuali non protetti con persone infette; nè la saliva, nè lo sperma e nemmeno le secrezioni vaginali trasmettono il virus.
Il rischio di trasmissione perinatale è inferiore (6% delle madri infette) rispetto all'epatite B.
La fase acuta della malattia decorre generalmente in modo asintomatico, senza nemmeno la fase itterica, per cui la possibilità di cronicizzare è piuttosto elevata. In tal caso possono comparire astenia, malessere, inappetenza. Eventuali complicanze sono rappresentate dalla cirrosi epatica e dal carcinoma epatocellulare.
Un quadro clinico  caratteristico di infezione cronica da HCV è l'aumento episodico delle transaminasi, alternato a periodi in cui i livelli sono normali o quasi normali.